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Guida · 5 minuti di lettura

La scheda della tua attività: cosa tenere in ordine

Nome, indirizzo, orari, categorie, foto e novità: come tenere in ordine la scheda della tua attività, con una checklist da spuntare.

Per chi cerca un’attività nella sua zona, la scheda è spesso la prima cosa che vede: orari, foto, contatti, opinioni dei clienti. Tenerla in ordine è il modo più semplice per non perdere la prima impressione.

Qui trovi, in parole semplici, le regole e i consigli che Google pubblica per il profilo dell’attività, e in fondo una checklist per controllare la tua.

Chi può avere una scheda

La scheda è pensata per le attività che incontrano i clienti: quelle con una sede che si può visitare negli orari indicati e quelle che lavorano a domicilio dei clienti. Ogni attività ha un solo profilo per sede.

  • Gli uffici virtuali non possono avere una scheda; uno spazio in coworking sì, ma solo con un’insegna chiara, clienti ricevuti e personale presente negli orari indicati.
  • Anche i professionisti a contatto con il pubblico (per esempio medici, avvocati, agenti immobiliari) possono avere un profilo, senza moltiplicarlo per ogni specializzazione.
  • Se più professionisti lavorano nella stessa sede, lo studio ha un profilo suo, distinto da quello del singolo professionista.

Il nome: quello vero

Il nome della scheda deve essere quello che usi davvero: sull’insegna, sul sito, sui documenti. Niente aggiunte per farsi notare.

Va bene

  • Il nome dell’insegna, scritto come lo scrivi tu
  • Forme legali come «S.r.l.» solo se le usi davvero

Da evitare

  • Slogan e parole per farsi trovare
  • Città, orari, numeri di telefono o indirizzi web
  • Prodotti, servizi o offerte nel nome

Indirizzo o area servita

L’indirizzo è quello della sede vera, dove ricevi i clienti. Le caselle postali lontane dalla sede non vanno bene.

Telefono e sito devono portare proprio a quella sede: meglio un numero locale che controlli tu, mai numeri a pagamento né indirizzi che rimandano altrove.

Orari, anche quelli speciali

Indica gli orari in cui sei aperto al pubblico. Per le feste, gli eventi e le chiusure brevi ci sono gli orari speciali: cambiano gli orari di quei giorni senza toccare quelli di sempre.

  • Gli orari speciali servono per cambi temporanei o chiusure fino a sei giorni di fila; per chiusure più lunghe c’è lo stato «Chiusa temporaneamente».
  • Google consiglia di confermare gli orari dei giorni festivi anche quando sono quelli di sempre: chi ti cerca sa che l’informazione è giusta.
  • Chi lavora solo su appuntamento o con orari che cambiano spesso, come hotel, scuole e cinema, non deve indicare gli orari di apertura.

Categorie e attributi

Le categorie dicono che cosa è la tua attività. Meglio poche, le più precise: devono completare la frase «Questa attività è…», non «Questa attività ha…». Non servono per aggiungere parole o servizi.

Gli attributi raccontano i dettagli che contano per i clienti, come il parcheggio o il Wi-Fi: se ci sono, aggiungili.

Foto e novità

Foto e video mostrano i tuoi prodotti, i tuoi spazi e la tua storia: meglio immagini vere e recenti che foto di repertorio.

Con i post puoi pubblicare aggiornamenti, offerte ed eventi. Qualche cosa da sapere:

  • Ogni post viene controllato da Google prima di comparire.
  • I post con un numero di telefono nel testo possono essere rifiutati.
  • Dopo sei mesi i post vengono archiviati, se non hanno un periodo indicato.

Le recensioni

Rispondere alle recensioni mostra attenzione verso chi ti ha scelto. Come chiederle, come rispondere e cosa è vietato lo trovi nella guida alle recensioni.

Chi gestisce la scheda

Una scheda può avere più persone con ruoli diversi. Sapere chi c’è, e con quale ruolo, è la prima cosa da controllare.

  • Il proprietario principale è uno solo.
  • I proprietari hanno il controllo completo: aggiungono o tolgono persone e possono eliminare la scheda.
  • I gestori possono fare quasi tutto, come cambiare le informazioni, rispondere alle recensioni e pubblicare post, ma non aggiungere o togliere persone, cambiare i ruoli o eliminare la scheda.

Quello che nessuno può comprare

Google spiega che i risultati locali dipendono soprattutto da tre cose: pertinenza (quanto la scheda corrisponde a ciò che si cerca), distanza (quanto sei vicino a chi cerca) ed evidenza (quanto la tua attività è conosciuta). E chiarisce che non è possibile richiedere o acquistare un posizionamento migliore.

La checklist della tua scheda

Spunta le voci a posto: le tue spunte restano solo su questo dispositivo, non ci arriva niente.

Informazioni
Orari
Immagini
Clienti e novità
Accessi

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